lunedì 9 aprile 2012

Giornalismo e Tv pro guerre?









Tra le tante riforme necessarie quella dell'informazione televisiva globale equa e veritiera sarebbe una delle più urgenti.

In primo luogo, la gente si è stufata di sentire notizie del tipo "Israele chiama gli alleati contro il pericolo nucleare dell'Iran" oppure "Il premier Monti ha confermato al presidente Netanyahu che L'Italia si schiererà  a favore del programma di disarmamento nucleare dell'Iran" senza nessun servizio di intervista in contraddittorio offerto per una sorta di senso di democrazia globale all'Iran, che faccia comprendere ai telespettatori l'effettiva necessità  di tanto allarme.

Poter sentire la voce del premier accusato, poterlo vedere in confronto con il premier del paese preoccupato, e dei premiers suoi alleati, poter sentire le ragioni anche dell'altro paese inquisito insomma, costituisce sana pratica democratica che potrebbe far rendere conto all'opinione pubblica della giustezza o dell'infondatezza delle accuse.

In secondo luogo, infatti, l'aver portato all'Iran la cultura dell'energia nucleare, quella che con la pila di grafite, uranio e cadmio puoi produrre per il tuo paese energia infinita senza più bisogno di pagare le bollette all'ente nazionale per l'energia elettrica locale, quell'energia che, se ben studiata e applicata, potrebbe azionare i motori delle automobili di un paese senza costare altro che il decimo di quanto costa quella generata dai motori a scoppio, quella con cui puoi azionare lavoro, agricoltura, produzioni industriali, stradali, infrastrutturali senza essere schiavo di un costo impossibile da sostenere, ecco questo fatto, questa conoscenza ora non può più essere detratta, ridotta, né tanto meno vietata ai governatori e al popolo a cui si è portata attraverso internet o altro, all'interno del loro stesso paese sovrano e indipendente.

In terzo luogo, se esistono prove di un protocollo disatteso, si dovrebbero spiegare agli ascoltatori le ragioni del protocollo e i punti disattesi dall'Iran, concedendo ad essi la possibilità  di replicare in contraddittorio.

In quarto luogo, ma davvero possiamo pensare che esistano persone al governo dell'Iran che non conoscano che il valore del futuro dei propri bambini, dei propri luoghi e del proprio paese, delle proprie mogli e del proprio sviluppo prioritario e principale rispetto qualsiasi altro solo paventato, ipotizzato o temuto scopo bellico - strumentalizzato dai paesi vicini invidiosi del proprio progresso - producente potenziali reazioni devastanti soprattutto per i propri cari che verrebbero sicuramente distrutti dal cataclisma nucleare che ne deriverebbe?

In quinto luogo, perché tutti i giornalisti del mondo scrivono a favore della creazione di conflitti, guerre, provocazioni, botte e risposte? Perché questo è il loro vero pane. All'insegna della crescita sopra ogni misura tutti i direttori del mondo inculcano ai loro cronisti di scrivere solo l'essenziale e non una riga di più. Niente contraddittori non voluti per favorire la provocazione globale quindi? – "Vive l'impression ..!" quindi…–

Questi punti sarebbero veramente cardini rispettati i quali si potrebbe parlare di televisione pubblica globale democratica ed utile e non semplice strumento politico per influenzare negativamente le opinioni pubbliche al fine di giustificare la propria ragione di guerra, sfruttamento, bombardamento distruzione e desolazione futura creata con la violenza militare.

Basta guerre del Vietnam, Golfo, di Bosnia, di Afganistan, provocate per fini energetici, politici e di dominio economico come quella che vorrebbero accendere ora gli amici Israeliani contro una nazione che sta giocando con la pila, che qualcuno comunque gli ha prima fornito, come qualcuno aveva prima fornito le armi ai su elencati paesi, poi oggetto di sanguinose guerre.

In conclusione, senza aver verificato, televisivamente, con sane interviste democratiche, che i dirigenti iraniani non abbiano semplicemente intenzioni di sviluppo economico del proprio paese, utilizzando l'energia atomica come energia sana, e pulita perché controllata evitando i problemi di Fukushima, liberando nuove iniziative economiche, consolidamenti strutturali, agricoltura, scuole, università nel proprio paese, senza aver fatto parlare questa controparte, senza aver dato loro la possibilità  di spiegare pubblicamente le proprie ragioni di Stato, beh allora ciò confermerebbe proprio che continuiamo a trovarci governati e coinvolti in un regime di governance globale faziosa e viziosa, esperta solo di interessi bancari, oro e orologi, che nulla sa della creazione di nuovi posti di lavoro, e della creazione di un costo della vita meno frustrante, meno caro e meno umiliante per le nuove intelligenze di quello attualmente imposto ai popoli controllati da questo ghetto di occulti e potenti conservatori dell'attuale immondezzaio sociologico nel quale tutti annaspiamo.

E.F.

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